✨ I Sogni

Pip

e il bosco dei mille alberi

L'abbondanza e la gioia della condivisione

⏱ 6 minuti 🌙 4/7 anni 🎧 Con audiolibro
🎁 Audio Gratuito

🎧 Ascolta "Pip e il bosco dei mille alberi"

Musica originale di Beatrice Tasselli 🎹🎹🎹

Da sempre, in ogni cosa viva, scorre qualcosa.
Lo chiamano il Respiro Antico.
È nelle radici, nel vento, dentro di te.
Fai un respiro piano.
La storia sta per cominciare.

C’era una volta, nel cuore del bosco più verde e profondo, un piccolo scoiattolo di nome Pip. Era un tipo davvero piccino, con una coda soffice come una nuvola di cotone e due occhietti neri che brillavano sempre di curiosità.

Quella sera, il bosco era avvolto in un silenzio magico e vellutato. Pip si era raggomitolato nel caldo del suo lettino di foglie secche, dentro la tana del grande albero di quercia. Sentiva il fruscio dolce del vento fuori dalla finestra. Fece un lungo, lunghissimo respiro... lasciando andare ogni piccolo pensiero della giornata.

E, lentamente, chiuse gli occhi, scivolando in un sonno calmo e profondo.

✦ ✦ ✦

Nel momento esatto in cui si addormentò, Pip si ritrovò in un posto meraviglioso. Era un bosco, sì, ma non il bosco dove viveva di solito. Questo era il bosco dei sogni.

Qui gli alberi non assomigliavano a nessun albero vero. Erano alti come montagne, così alti che per guardarne la cima bisognava piegare la testa all’indietro fino a toccarsi la schiena. La loro corteccia non era solo marrone, ma sfumava in tutti i colori dell’arcobaleno: c’erano sfumature di blu notte, di rosa antico, di verde smeraldo e d'oro. Le radici di questi alberi giganti affioravano dalla terra intrecciandosi tra loro, creando dei piccoli ponti, delle porticine e delle splendide architetture naturali su cui si poteva camminare ed esplorare.

E la cosa più incredibile era che ogni singolo albero era stracolmo di ghiande.

Pip vedeva ghiande dalle forme bizzarre, tutte con una cupola così rotonda, liscia e perfetta che sembravano fatte a mano da qualcuno che aveva tutto il tempo del mondo per renderle speciali. Mai visto così tante ghiande in tutta la sua vita, nemmeno nel migliore autunno che potesse ricordare. Ce n'erano di ogni tipo e misura:

- Ghiande enormi e cicciotte, grandi come funghi del sottobosco.

- Ghiande minuscole e lucenti, preziose come piccole perle di fiume.

- Ghiande con le più strane forme che avesse mai visto.

Il piccolo scoiattolo provò un’ondata di pura gioia nel petto. Cominciò a correre felice da un albero all’altro, con le zampette leggere che quasi non toccavano terra. Riempiendosi le guance fino a farle diventare due palloncini, e poi svuotandole solo per il gusto di toccare quelle cupole perfette.

«A volte si fermava semplicemente a guardare. Perché certi posti nel mondo dei sogni sono così straordinariamente belli che guardarli, in silenzio, è già abbastanza per riempire il cuore.»

Nel bosco del sogno non c'era nessuna fretta. Non c'era il problema di dove nascondere le provviste, non c'era l'inverno freddo che incombeva, e non c'era la minima preoccupazione di restare senza scorte. C’era solo una sensazione morbida, calda e infinita di abbondanza. Pip correva e saltava in quella distesa di colori, sentendosi protetto, leggero e felice, in un posto che era molto meglio di qualunque cosa avesse mai potuto immaginare.

✦ ✦ ✦

Mentre si trovava al bordo di questa radura incantata, Pip vide spuntare da dietro un tronco un altro scoiattolo. Era un pochino più piccolo di lui, con il pelo color zenzero. Pip non lo conosceva, non lo aveva mai visto prima nel suo bosco reale, ma i suoi occhi erano gentili.

Senza pensarci un solo secondo, Pip aprì le sue zampette pelose e tese le braccia verso il nuovo amico, offrendogli la metà esatta di tutte le ghiande preziose che aveva raccolto. E proprio in quel momento accadde una magia che può succedere solo nei sogni più belli: non appena Pip regalò la sua parte, le ghiande nelle sue mani ricrebbero subito, tornando lucide e perfette come prima.

L’altro scoiattolo, stupito e felice, fece lo stesso gesto: allungò le zampine e condivise le sue. E anche a lui le ghiande ricrebbero all'istante. Nessuno dei due aveva meno di prima, eppure adesso avevano entrambi il doppio della felicità. Si misero a giocare insieme tra le radici colorate, mentre il bosco intorno a loro sembrava sussurrare una melodia dolcissima.

Lentamente, l'oro del sogno iniziò a sfumare nel mattino. Pip aprì gli occhietti nel silenzio della sua tana reale. Per un attimo, gli sembrò di avere ancora le guance un po' gonfie e piene dell'idea di quel sogno così bello.

Si stiracchiò lentamente, prima una zampina e poi l'altra, e sul suo musetto comparve un grande, sereno sorriso. L'aria fresca del mattino entrava nella tana, e quel Respiro Antico o del bosco sembrava profumare proprio di ghiande, di corteccia colorata e di un autunno dolce, in modo ancora più vivo e rassicurante del solito.

Pip sapeva di essere al sicuro, amato dal suo bosco. Appoggiò la testolina sul cuscino di foglie, richiuse gli occhi per un altro pochino, e con il cuore colmo di tranquillità tornò a far visita al suo bosco dei mille alberi, scivolando in un riposo perfetto.

Buonanotte, Piccolo Eroe.

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🌙 Il Respiro Antico scorre ancora.
Dormi adesso.
Ci vediamo nella prossima storia.
Il bosco veglia su di te.
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